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A thousand blows

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Fred Flinstone
Fred Flinstone

Hezekiah Moscow e il suo amico fraterno Alec Munroe giungono a Londra dalla Giamaica ricchi di speranze e prospettive: Hezekiah ha infatti già un impiego previsto presso uno zoo, dove aspira a diventare un domatore di leoni. La Londra degli anni '80 dell'Ottocento è però un luogo dove le speranze si infrangono e Hezekiah capirà molto presto di essere stato ingannato. Non gli resta così che partecipare alle truffe di una banda di criminali al femminile: I quaranta elefanti, guidati da Mary Carr. La donna sta progettando un elaborato furto, per cui è necessaria la partecipazione anche del cinese Lao, divenuto amico di Moscow che conosce la lingua cinese. Tutti loro vivono nell'East End, un quartiere dominato dal pugile Henry "Sugar" Goodson, che ha un debole per Mary, la quale però si avvicina sempre di più a Hezekiah. Così quest'ultimo, oltre a essere rivale di Goodson sul ring lo diventa anche in amore.

La nuova serie dell'autore di Peaky Blinders, Steven Knight, conferma il suo gusto per l'epica proletaria dalla parte delle minoranze, questa volta in una commistione che qualcuno senz'altro appellerà come "woke".

Che i protagonisti, nella Londra nell'Ottocento, siano infatti una donna, un cinese e un giamaicano suona programmatico, d'altra parte Knight ama introdurre elementi storici nelle sue serie e quelli di A Thousand Blows non sono certo pochi: Henry Goodson e suo fratello Treacle sono infatti figure storicamente esistite, così come sono esistite le ladre e truffatrici dei Quaranta elefanti. Ovviamente l'Inghilterra ha poi avuto un ruolo drammatico nella Storia della Giamaica, che Hezekiah infatti ricorda in diversi flashback e di cui parlerà a un tavolo con nobili inglesi. Allo stesso modo l'Inghilterra aveva un rapporto piuttosto stretto con la Cina, che qui non è presente solo nel personaggio di Lao ma pure con una missione diplomatica - per altro centrale nei piani di Mary. Knight ama riempire le proprie puntate di eventi e così le sole sei ore di A Thousand Blows risultano straordinariamente dense di colpi di scena, combattimenti sul ring, accoltellamenti e intrallazzi romantici e ritratti della condizione di vita dell'epoca. A volte questo accumulo finisce per azzoppare il ritmo, il respiro si fa costantemente troppo corto e non si vede prima degli ultimi minuti un crescendo che va verso il finale di puntata. Questo problema si fa sentire soprattutto negli episodi di mezzo, mentre le prime e ultime puntate risultano più concentrate su linee narrative che investono tutti i protagonisti e le loro diverse scene. Nell'ansia di colmare ogni vuoto, quasi in un horror vacui, la serie finisce a volte per essere anche frettolosa - per esempio una evasione negli ultimi episodi è risolta in modo davvero troppo sbrigativo - e se rallentasse un po' di più lo sviluppo verso i climax di episodio sarebbe meno spezzettato. La ricostruzione vanta set ampi e dettagliati, inoltre il cast è di ottimo livello, a partire naturalmente da Stephen Graham nel ruolo di Henry "Sugar" Goodson. La sua fisicità compatta e massiccia non è niente rispetto alla furia che riesce a trasmettere anche solo con gli occhi, e che non manca di esplodere in combattimenti su un ring dove ancora non si usano i guantoni e non ci sono mosse proibite, tanto che Sugar non manca persino di mordere i suoi avversari. Jason Tobin aveva avuto un ruolo importante nella serie Warrior, Malachi Kirby invece è quasi più noto in Italia che all'estero per via della sua presenza in Diavoli. Erin Doherty era stata la principessa Anna nelle stagioni centrali di The Crown, ma poi non aveva più avuto occasioni di rilievo e si rivela qui invece come il cuore della serie.

Intorno a loro ci sono molti altri attori, spesso caratteristi, che completano un cast molto nutrito, come del resto era già quello di Peaky Blinders, da cui Knight evita saggiamente di riprendere la musica contemporanea, che avrebbe reso A Thousand Blows qualcosa di simile a una costola. Dunque niente Nick Cave sui titoli di testa, che si affidano invece alla colonna sonora originale dell'argentino Federico Jusid, autore di un tema scatenato come una cantilena accelerata, con vaghe reminiscenze di quello di Allonsanfàn di Morricone. Questa volta inoltre i protagonisti sono scaltri ma non invincibili e anzi la sorte non è decisamente dalla loro parte in questa prima stagione, che ne fa delle figure melodrammatiche. Il finale dell'ultimo episodio anticipa già scene della prossima annata, che quindi non si farà aspettare molto per dare agli eroi di A Thousand Blows una occasione di rivincita, o per lo meno un modo di togliersi dai pressanti guai in cui sono finiti.

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