Presunto innocente
Rusty Sabich è un procuratore distrettuale di grande successo, ma è anche il delfino di Raymond Horgan, la cui carriera politica è prossima al tramonto, scalzato dal più scaltro e piacente Nico Della Guardia - il cui delfino Tommy Molto detesta Sabich. Tra tutti loro si trova Carolyn Polhemus, una procuratrice di raggiante carriera che viene però trovata morta e legata nella sua abitazione. Rusty è incaricato di trovare il colpevole, un incarico che accetta nascondendo di aver avuto una relazione con la vittima. Quando questo fatto verrà a galla Rusty si ritroverà principale sospettato dell'indagine, che passa nella mani del suo rivale Tommy Molto, poco interessato a seguire altre piste. E ovviamente la relazione extraconiugale non potrà più essere nascosta alla famiglia di Rusty, minacciando di distruggerla per sempre.
Il romanzo d'esordio di Scott Turow, già portato sullo schermo da Alan J. Pakula nel 1990, rinasce a nuova vita in forma di serie Tv di grande successo, già confermata da Apple TV+ per una seconda stagione.
Il merito è almeno triplice: da una parte la materia narrativa di base ha una costruzione della suspense da manuale e quindi efficace ancora oggi; dall'altra l'adattamento è firmato da David E. Kelley che di drammi processuali è un rodatissimo veterano; e poi il cast messo insieme da Apple è tra i più accattivanti della Tv odierna, con Jake Gyllenhaal, Ruth Negga, Peter Sarsgaard e oltre al fantastico Bill Camp e a una piccola parte per Elizabeth Marvel. Alla regia Anne Sewitsky firma gli episodi iniziali e finali, mentre Greg Yaitanes quelli centrali: entrambi danno alla serie un tono patinato e dai toni volutamente ingrigiti a sposare la foschia morale della vicenda, ma soprattutto lavorano sul montaggio, colpendo gli episodi con alcuni stacchi duri e con nette ellissi. Questo stile marcato e a tratti persino brutale viene però meno normalizzato nell'ultima puntata, che predilige invece un montaggio più lineare, senz'altro chiarificatore, ma pure senza un crescendo stilistico ad accompagnare quello drammatico. Kelley, rispetto al romanzo di Turow e al film di Pakula, cambia e rimischia le carte in tavola, aggiungendo prima di tutto diversi figli: ora la famiglia Sabich ne ha due e sono entrambi un po' più avanti negli anni, inoltre ha un figlio anche Carolyn Polhemus - e il ragazzo avrà un ruolo piuttosto centrale nelle indagini. Viene poi meno il rapporto di stretta amicizia tra il procuratore e un poliziotto, che nel libro e nel film aiutava l'amico processato facendo sparire una prova, mentre qui non accade nulla del genere. Un'altra significativa divergenza è nel personaggio del capo di Rusty, Raymond Horgan, al cinema era interpretato da Brian Dennehy, che scaricava presto il suo delfino, il quale si rivolgeva per la propria difesa all'avvocato Sandy Stern. Nella serie invece i due restano amici anche durante la crisi e così Rusty si affida per la propria difesa proprio a Raymond, il quale accetta non senza dubbi e conflitti, costantemente sottolineati da sua moglie che non si fida di Rusty. La variazione più significativa è nel finale, ma naturalmente non la racconteremo, limitandoci a dire che se pur il colpo di scena funziona altrettanto bene l'epilogo è invece meno efficace. Dopo l'orrore di quello che viene scoperto, la messa in scena preferisce mostrare una situazione solare, dove trionfano fin troppo le apparenze, quasi gli strascichi di quel che si è scoperto possano davvero essere scopati sotto il tappeto. Naturalmente, avendo la serie avuto una seconda stagione, è un problema minimo perché la situazione che si è venuta a creare sarà approfondita nei nuovi episodi.
Anche Scott Turow ha dato un seguito letterario alla vicenda, ma l'ha fatto oltre trent'anni dopo e ambientando il suo sequel diversi decenni dopo la fine della storia. Quindi sia per l'impossibilità di replicare un simile salto temporale (di certo la produzione non vorrà perdere un cast così buono), sia per le varianti inserite in questa prima stagione, il seguito dovrà distanziarsi parecchio da quello letterario. Kelley sarà costretto a lavorare più di fantasia, con appigli meno solidi, e non sempre il prolifico showrunner si rivela all'altezza di queste situazioni. Ma sono preoccupazioni per il futuro: per quel che riguarda questa prima stagione, che ha comunque un finale compiuto, possiamo dire fino a qui tutto bene.